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Focus sulle giovanili: applausi per la Nuova Tor Tre Teste

I campionati regionali giovanili di questa stagione hanno stabilito senza alcun dubbio che il fiore all' occhiello per quanto riguarda giovani talenti è senza dubbio la Nuova Tor Tre Teste. Società c...

Tribuna Vip. Da Majella a Ferraro, dallo sguardo interessato di Maurizi a Tufano, da Pirozzi a Squillante…

Una partita, una passerella. Casertana-Lupa Frascati ha attirato al Pinto gran parte degli addetti ai lavori che operano nel calcio campano, ma non solo. In Tribuna è stato un continua alternarsi di...

SAVOIA. Si allontana Maurizi

Savoia - 17/05/2013 10:21 Calano le quotazioni per vedere Agenore Maurizi sulla panchina del Savoia. Il tecnico ex Treviso ha avuto, oltre un mese fa, un pranzo ad Avellino, si è discusso dell’ipotes...

A lezione con Mister Maurizi

  Come avrete potuto capire dal titolo dell' articolo, il nostro Agenore Maurizi è stato selezionato per tenere una lezione su come diventare un buon talent scout. La People Soccer infatti ha scelt...


  • Martedì 21 Maggio 2013 17:57
    Focus sulle giovanili: applausi per la Nuova Tor Tre Teste

    Focus sulle giovanili: applausi per la Nuova Tor Tre Teste

    Martedì 21 Maggio 2013 17:57

  • Martedì 21 Maggio 2013 08:31
    Tribuna Vip. Da Majella a Ferraro, dallo sguardo interessato di Maurizi a Tufano, da Pirozzi a Squillante…

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    Martedì 21 Maggio 2013 08:31

  • Martedì 21 Maggio 2013 08:22
    SAVOIA. Si allontana Maurizi

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    Martedì 21 Maggio 2013 08:22

  • Martedì 16 Aprile 2013 17:40
    A lezione con Mister Maurizi

    A lezione con Mister Maurizi

    Martedì 16 Aprile 2013 17:40

Pillole di allenatore

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L’allenatore coadiuvato dalla società, supportato in modo chiaro e coerente dalle varie figure predisposte a rappresentare la società stessa deve:

  • Gestire uno staff tecnico qualificato, distribuendo e chiarendo subito ruoli e compiti.
  • Collaborare con lo staff medico.
  • Collaborare con l’ufficio stampa, affinchè la comunicazione dello spogliatoio e quello societario abbiano sempre un unico indirizzo, a tutela e a guida della squadra.

Il suo compito principale è trasformare un gruppo di calciatori in una squadra vera, tenendo presente che non sempre un buon gruppo è anche una buona squadra!

Deve portare i giocatori a rendersi conto dei loro punti di forza in un’unica ottica significativa, dove per significativa si intende l’amalgama tra aspetto tecnico, tattico, fisico e psicologico.

Per fare questo, l’allenatore deve far sì che il giocatore acquisisca la mentalità vincente, abbattendo i veri nemici, i nemici invisibili, quelli che loro stessi a volte o spesso non vogliono vedere, i propri difetti.E’ facile pensare che l’avversario sia solo quello che incontri in campo, in realtà il primo nemico è dentro noi stessi e il giocatore deve prima avere la consapevolezza di averlo sconfitto, avendo compreso e quindi migliorato i propri limiti, sia personali che relazionali (sempre nell’ottica dell’unità significativa)!

Per fare questo, un allenatore, oltre alla competenza, deve avere la capacità di scegliere i giocatori con la personalità giusta, con lo sguardo vero, che sappiano mettersi in discussione, formando insieme ai compagni un gruppo di lavoro armonioso.

L’allenatore non deve mai crearsi un nemico, perché mentalmente è come crearsi un alibi, un alibi per nascondere i propri limiti, evitando nel contempo di sforzarsi per migliorare.

Ogni tentativo di fuga che si prova a mettere davanti al proprio lavoro è un alibi; e come l’allenatore, anche i calciatori devono essere formati lontano dal culto dell’alibi.

Un grande tecnico come Mourinho, per quanto preparato e competente, ha sempre creato, individuato e divulgato i “suoi” nemici, ma è una forma diversa la sua, perché pur essendo alibi, sono “accessori” necessari per aumentare il proprio consenso all’interno del proprio ambiente, isolando il gruppo dall’esterno, e indicando loro chi sono i nemici, per ottenere poi il massimo durante la battaglia (la partita). Gli alibi di cui si tratta qui, invece, sono alibi che tendono ad evitare il lavoro, non a migliorarlo o renderlo efficace, come fa lo “special one”.